Salve a tutti e ben trovati con la rubrica delle interviste. Vi presento lo scrittore Federico Corsara autore del libro Prima che il mondo cominci a bruciare - un problema italiano, di cui vi ho parlato già nel mio blog, proprio QUI.
Adesso vi presento l'autore così che lo possiate conoscere meglio attraverso le sue stesse parole.
Intervista
1. Ciao Federico e ben venuto nel mio blog, ti
va di presentarti ai nostri lettori? Chi
è Federico Crosara.
Innanzitutto grazie per l’ospitalità e
complimenti per il tuo lavoro. Ho 37 anni e vivo a Bologna dove lavoro come
videomaker.
2. Prima che il mondo cominci a bruciare – un
problema italiano è il tuo primo libro? Vuoi parlarcene?
Sì, è il mio primo libro ed è l’adattamento
di una mia sceneggiatura del 2007 che, pur avendo avuto un discreto
interessamento da parte di alcune grandi case di produzione, non è mai
diventata un film. Mi dissero che il precariato (il tema del libro) era un
fenomeno passeggero, ormai al tramonto e di poco interesse per il pubblico. In
effetti quasi tutti i film usciti allora che trattano questo tema hanno avuto
poco successo. Ma a parere mio sono superficiali e fatti male. A parte “Cover
boy” di Carmine Amoroso ed il documentario “Parole
sante” di Ascanio Celestini.
3. Come mai la scelta di questo titolo dai
toni così forti?
La storia si ambienta ai giorni nostri
quando ancora la gente, raschiando il fondo, riesce ancora a sopravvivere.
Domani però non potrà più essere così e quando la gente si ribellerà (per fame
più che altro) a questo stato delle cose il paese sarà incendiato.
In ogni caso, se anche questo o altri
governi simili a questo e ai precedenti, riuscissero anche a mettere delle
pezze il disastro verrebbe solo rimandato di qualche anno. E’ ovvio visto che
molti lavoratori attuali, quando andranno in pensione o perderanno il lavoro,
non avranno di che sostenersi senza ammortizzatori sociali né pensioni
adeguate.
Il sottotitolo “Un problema italiano” è
dovuto al fatto che una legge infame (legge Biagi) come quella redatta e
pesantemente modificata da Maroni, esiste solo in Italia ed è indegna di ogni
paese che vuole considerarsi una nazione civile.
4. Si parla di giovani e dei problemi con i
quali spesso la società civile è costretta a convivere; come mai questa scelta?
C’è forse un riferimento a qualcuno in particolare che ti ha ispirato questa
storia?
Sentivo e sento l’aria pregna di puzza di
benzina e volevo metterlo per iscritto, fare qualcosa.
Conosco un sacco di precari, io stesso sono
un artigiano, che vivono in condizioni pessime, umiliati e sfruttati ma che non
fanno nulla. Volevo raccontare queste cose, senza ironia e senza false
illusioni. Non certo per dare un monito o lanciare anatemi. Fare un’analisi,
diciamo “pratica”, sul campo. Ovviamente, lo dico per chi non l’avesse letto, questo
libro non è un saggio.
5.
Spiegaci
in breve chi sono i personaggi.
Il protagonista assoluto è Luca, un
ventisettenne che trova lavoro (precario) nella fabbrica del suo amico Edoardo.
Edoardo però vuole essere liquidato dal padre perché l’azienda, pur funzionando,
è indebitata visti gli elevati costi manageriali.
Edoardo rappresenta l’attuale classe
industriale italiana.
Alessia è la coinquilina di Luca. Precaria
e senza lavoro (a casa senza mutua dopo essersi ferita) è un personaggio ambivalente
che pur danneggiata dalla condizione lavorativa attuale, non fa nulla per
manifestare il proprio dissenso.
Alessia rappresenta il precario ignavo,
speranzoso e arrendevole.
Fabio è il capo del gruppo in cui Luca
entrerà a far parte. E’ un gruppo clandestino, eversivo che si ispira alle
teorie del superomismo e che vorrebbe liberare il paese con la violenza e le
armi. Fabio è la ribellione senza controllo, è la bomba da innescare.
Altri personaggi minori sono Katia, la
figlia di un ricco e potente assessore comunale, che rappresenta la classe
politica italiana totalmente distaccata dalla realtà del paese.
Samra, giovane studentessa tedesca, è
invece la civiltà e la modernità. Per ultimo viene Aldo, un vecchio operaio che
tenta inutilmente di sottomettere Luca sul posto di lavoro. Egli è il sindacato
italiano, col paraocchi e troppo legato ai vecchi privilegi acquisiti, che si
scorda per cui è nato: proteggere i lavoratori, tutti i lavoratori. E che nulla
ha fatto per proteggere le giovani generazioni dallo sfruttamento lavorativo.
6. Com’è stata la tua esperienza con il mondo
editoriale? Ti va di parlare a qualche scrittore che magari forse sta
aspettando la sua occasione?
Sinceramente non so cosa dire. È un mondo
che non conoscevo ma che non mi ha fatto una bella impressione. C’è troppa
gente che si vende per quello che non è o, pur in buona fede, non riesce a
mantenere ciò che promette o vorrebbe fare. Un mondo chiuso in mano a tre o
quattro grandi aziende che monopolizzano tutta la filiera e che non lasciano
nemmeno le briciole agli altri.
Come consiglio, a parte per la correzione
delle bozze e l’editing, farei tutto da solo e mi affiderei direttamente a qualche
sito di self publishing, magari con l’opzione per la stampa cartacea. Sei
totalmente padrone del tuo libro, della promozione, della diffusione ed hai
ricavi maggiori.
Ecco, giusto la copertina, se non siete dei
grafici, meglio che a crearla sia un professionista.
7. Grazie di essere stato mio ospite, vuoi
anticiparci se hai altri progetti editoriali in corso?
Ho altri progetti. Uno è una commedia
ambientata in Veneto negli anni novanta, quando l’economia “tirava” e uno post-apocalittico
ambientato in Italia tra qualche anno.
Grazie a te per l’opportunità ed un saluto
a tutti i lettori di questo blog.
La nostra chiacchierata è terminata, se vuoi
puoi indicare qualche link con il quale potersi mettere in contatto con te e
dove poter acquistare il libro.